La correlazione tra l’elevato consumo di acidi grassi polinsaturi 3 (PUFA 3), quali l’ac. eicosapentaenoico (C20:5, EPA), l’ac. docosapentaenoico (C22:5, DPA) e l’ac.docosaesaenoico (C22:6, DHA), ed il decorso favorevole di alcune patologie degenerative è testimoniata da molti studi epidemiologici e sperimentali. Malgrado ciò, le abitudini alimentari diffuse nei paesi industrializzati non garantiscono un adeguato apporto di tali acidi grassi. Nell’ambito della supplementazione della dieta con PUFA 3, la formulazione di alimenti funzionali, mediante riqualificazione della frazione lipidica di alimenti di largo consumo, quali le uova, riveste un ruolo importante. Lavori recenti riportano sperimentazioni, relative all’arricchimento, in PUFA3, di uova, in cui si utilizza il grasso di foca (Seal Blubber Oil, SBO) come integratore nella dieta delle galline. In particolare SBO risulta una fonte primaria di DPA, cui la letteratura attribuisce un’azione anticarcinogenica. Nel presente lavoro è stato studiato l’effetto che l’integrazione dell’alimentazione delle galline con SBO ha sulla composizione della frazione fosfolipidica delle uova prodotte. La sperimentazione è stata condotta su 72 galline ovaiole, suddivise in quattro gruppi, a ciascuno dei quali è stata somministrata una dieta, con diverso apporto di SBO, per cinque settimane. Sono state formulate 4 diete (A, B, C, D) contenenti rispettivamente 0%, 1.25%, 2.5% e 5% di SBO. La caratterizzazione delle specie molecolari fosfolipidiche è stata effettuata utilizzando un sistema HPLC accoppiato on-line ad uno spettrometro di massa, equipaggiato con interfaccia ad elettronebulizzazione, operante in ionizzazione negativa (HPLC-ESI-MS-MS). Questa tecnica permette di separare tutte le classi fosfolipidiche. L’analisi in spettrometria di massa di secondo ordine (tandem mass spectrometry) è stata determinante per confermare l’identificazione delle specie molecolari della fosfatidilcolina (PC), sfingomielina (Sph) e lisofosfatidilcolina (LPC), di cui si rileva lo ione pseudomolecolare [M+45]-, e della fosfatidiletanolammina (PE) e fosfatidilinositolo (PI), rilevate come ione molecolare [M-1]-. I dati mostrano che, a seguito della somministrazione delle diete più ricche in SBO, si ha un incremento significativo delle specie molecolari della PE, PC e PI contenenti EPA, DPA e DHA; al contrario, le classi fosfolipidiche della Sph e LPC non si arricchiscono in PUFA 3. L’incorporazione dei PUFA 3 nei fosfolipidi varia in funzione della quantità di SBO somministrata e della classe fosfolipidica: sono infatti sufficienti le quantità di PUFA 3 fornite dalle diete B e C per ottenere il massimo arricchimento di PE e PC. Diversamente, il massimo arricchimento, in PUFA 3, di PI si ottiene solo somministrando la dieta più ricca di questi acidi grassi (5% SBO).

Analisi HPLC-ESI-MS-MS delle specie molecolari fosfolipidiche di uova arricchite in acidi grassi polinsaturi W3

PACETTI, Deborah;BOSELLI, EMANUELE;FREGA, Natale Giuseppe
2005

Abstract

La correlazione tra l’elevato consumo di acidi grassi polinsaturi 3 (PUFA 3), quali l’ac. eicosapentaenoico (C20:5, EPA), l’ac. docosapentaenoico (C22:5, DPA) e l’ac.docosaesaenoico (C22:6, DHA), ed il decorso favorevole di alcune patologie degenerative è testimoniata da molti studi epidemiologici e sperimentali. Malgrado ciò, le abitudini alimentari diffuse nei paesi industrializzati non garantiscono un adeguato apporto di tali acidi grassi. Nell’ambito della supplementazione della dieta con PUFA 3, la formulazione di alimenti funzionali, mediante riqualificazione della frazione lipidica di alimenti di largo consumo, quali le uova, riveste un ruolo importante. Lavori recenti riportano sperimentazioni, relative all’arricchimento, in PUFA3, di uova, in cui si utilizza il grasso di foca (Seal Blubber Oil, SBO) come integratore nella dieta delle galline. In particolare SBO risulta una fonte primaria di DPA, cui la letteratura attribuisce un’azione anticarcinogenica. Nel presente lavoro è stato studiato l’effetto che l’integrazione dell’alimentazione delle galline con SBO ha sulla composizione della frazione fosfolipidica delle uova prodotte. La sperimentazione è stata condotta su 72 galline ovaiole, suddivise in quattro gruppi, a ciascuno dei quali è stata somministrata una dieta, con diverso apporto di SBO, per cinque settimane. Sono state formulate 4 diete (A, B, C, D) contenenti rispettivamente 0%, 1.25%, 2.5% e 5% di SBO. La caratterizzazione delle specie molecolari fosfolipidiche è stata effettuata utilizzando un sistema HPLC accoppiato on-line ad uno spettrometro di massa, equipaggiato con interfaccia ad elettronebulizzazione, operante in ionizzazione negativa (HPLC-ESI-MS-MS). Questa tecnica permette di separare tutte le classi fosfolipidiche. L’analisi in spettrometria di massa di secondo ordine (tandem mass spectrometry) è stata determinante per confermare l’identificazione delle specie molecolari della fosfatidilcolina (PC), sfingomielina (Sph) e lisofosfatidilcolina (LPC), di cui si rileva lo ione pseudomolecolare [M+45]-, e della fosfatidiletanolammina (PE) e fosfatidilinositolo (PI), rilevate come ione molecolare [M-1]-. I dati mostrano che, a seguito della somministrazione delle diete più ricche in SBO, si ha un incremento significativo delle specie molecolari della PE, PC e PI contenenti EPA, DPA e DHA; al contrario, le classi fosfolipidiche della Sph e LPC non si arricchiscono in PUFA 3. L’incorporazione dei PUFA 3 nei fosfolipidi varia in funzione della quantità di SBO somministrata e della classe fosfolipidica: sono infatti sufficienti le quantità di PUFA 3 fornite dalle diete B e C per ottenere il massimo arricchimento di PE e PC. Diversamente, il massimo arricchimento, in PUFA 3, di PI si ottiene solo somministrando la dieta più ricca di questi acidi grassi (5% SBO).
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