n a constantly evolving context, characterised by the introduction of increasingly advanced technologies for the enjoyment and conservation of cultural heritage, the museum establishes itself as a place of contemporary life, a space for experimentation and dialogue. The research explores the theme of representation in the broadest sense: from the use of digital replicas and artificial intelligence to develop interactive forms of communication within exhibition spaces, to the use of information systems to visualise conservation issues through augmented reality. Through a methodology applied to a selection of works from the Pinacoteca Civica di Ancona – which have been digitised in 3D and at gigapixel resolution and subjected to diagnostic investigations – this paper aims to present a best practice that demonstrates how rigorous documentation can simultaneously support conservation activities and enable diverse visitor experiences, tailored to different audiences.

In un contesto in continua evoluzione, segnato dall’introduzione di tecnologie sempre più performanti per la fruizione e la conservazione del patrimonio culturale, il museo si afferma come luogo della contemporaneità, spazio di sperimentazione e confronto. La ricerca indaga il tema della rappresentazione in senso ampio: dall’impiego di repliche digitali e dell’intelligenza artificiale per sviluppare modalità interattive di comunicazione all’interno degli spazi espositivi, fino all’uso di sistemi informativi per rendere visibili in realtà aumentata le problematiche conservative. Attraverso una metodologia applicata ad alcune opere della Pinacoteca Civica di Ancona, digitalizzate in 3D, in gigapixel e sottoposte a indagini diagnostiche, il contributo intende presentare una buona pratica che dimostra come una documentazione rigorosa possa, al tempo stesso, supportare le attività conservative e abilitare esperienze di visita diversificate, calibrate su pubblici differenti.

Rappresentare per comunicare e conservare: strumenti digitali per la Pinacoteca di Ancona / Clini, P., Angeloni, R., Ferretti, U., Leonardi, L.. - In: PAESAGGIO URBANO. - ISSN 2974-5969. - ELETTRONICO. - 2026:1(2026), pp. 60-71.

Rappresentare per comunicare e conservare: strumenti digitali per la Pinacoteca di Ancona

Paolo Clini
Primo
;
Renato Angeloni
Secondo
;
Umberto Ferretti
Penultimo
;
2026-01-01

Abstract

n a constantly evolving context, characterised by the introduction of increasingly advanced technologies for the enjoyment and conservation of cultural heritage, the museum establishes itself as a place of contemporary life, a space for experimentation and dialogue. The research explores the theme of representation in the broadest sense: from the use of digital replicas and artificial intelligence to develop interactive forms of communication within exhibition spaces, to the use of information systems to visualise conservation issues through augmented reality. Through a methodology applied to a selection of works from the Pinacoteca Civica di Ancona – which have been digitised in 3D and at gigapixel resolution and subjected to diagnostic investigations – this paper aims to present a best practice that demonstrates how rigorous documentation can simultaneously support conservation activities and enable diverse visitor experiences, tailored to different audiences.
2026
In un contesto in continua evoluzione, segnato dall’introduzione di tecnologie sempre più performanti per la fruizione e la conservazione del patrimonio culturale, il museo si afferma come luogo della contemporaneità, spazio di sperimentazione e confronto. La ricerca indaga il tema della rappresentazione in senso ampio: dall’impiego di repliche digitali e dell’intelligenza artificiale per sviluppare modalità interattive di comunicazione all’interno degli spazi espositivi, fino all’uso di sistemi informativi per rendere visibili in realtà aumentata le problematiche conservative. Attraverso una metodologia applicata ad alcune opere della Pinacoteca Civica di Ancona, digitalizzate in 3D, in gigapixel e sottoposte a indagini diagnostiche, il contributo intende presentare una buona pratica che dimostra come una documentazione rigorosa possa, al tempo stesso, supportare le attività conservative e abilitare esperienze di visita diversificate, calibrate su pubblici differenti.
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