Il contributo analizza il rapporto tra contratti collettivi di diverso livello alla luce dei criteri interni elaborati dall’autonomia collettiva e progressivamente formalizzati nei Protocolli e negli Accordi interconfederali. Dopo aver ricostruito l’evoluzione storica, in particolare dal Protocollo del 1993 al Patto per la Fabbrica del 2018, lo studio si concentra sui tre principali criteri di coordinamento – gerarchia funzionale, delega e coerenza sistemica – interpretandoli come regole costituzionali materiali dell’ordinamento intersindacale. Vengono quindi esaminate le criticità emergenti, quali la proliferazione dei contratti “pirata”, l’assenza di una disciplina legislativa organica sulla rappresentatività, e la tensione tra uniformità e differenziazione. Alla luce della più recente giurisprudenza e delle sollecitazioni provenienti dal diritto dell’Unione europea – in particolare dalla Direttiva (UE) 2022/2041 sul salario minimo adeguato – emerge come la capacità ordinante dei criteri interni dell’autonomia collettiva si fondi su un duplice equilibrio: da un lato, quello tra l’autonomia negoziale delle parti sociali e l’intervento di sostegno del legislatore, chiamato a predisporre strumenti di certificazione e tracciabilità idonei a garantire trasparenza e misurabilità della rappresentatività; dall’altro, quello tra la dimensione nazionale della contrattazione collettiva e le istanze di prossimità territoriale e aziendale, che esprimono l’adattabilità del sistema alle specificità produttive. In tale prospettiva, il modello che si delinea è quello di una “gerarchia condizionata”, nella quale i rapporti tra i diversi livelli dell’autonomia collettiva non sono più regolati da presunzioni formali di prevalenza, ma da criteri sostanziali di effettività, legittimazione e compatibilità intersindacale.
Il rapporto tra contratti collettivi di diverso livello secondo i criteri interni previsti dai Protocolli e dagli Accordi interconfederali / Torsello, Laura. - In: VARIAZIONI SU TEMI DI DIRITTO DEL LAVORO. - ISSN 2499-4650. - STAMPA. - 2025:4(2025), pp. 754-791.
Il rapporto tra contratti collettivi di diverso livello secondo i criteri interni previsti dai Protocolli e dagli Accordi interconfederali
Laura Torsello
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il rapporto tra contratti collettivi di diverso livello alla luce dei criteri interni elaborati dall’autonomia collettiva e progressivamente formalizzati nei Protocolli e negli Accordi interconfederali. Dopo aver ricostruito l’evoluzione storica, in particolare dal Protocollo del 1993 al Patto per la Fabbrica del 2018, lo studio si concentra sui tre principali criteri di coordinamento – gerarchia funzionale, delega e coerenza sistemica – interpretandoli come regole costituzionali materiali dell’ordinamento intersindacale. Vengono quindi esaminate le criticità emergenti, quali la proliferazione dei contratti “pirata”, l’assenza di una disciplina legislativa organica sulla rappresentatività, e la tensione tra uniformità e differenziazione. Alla luce della più recente giurisprudenza e delle sollecitazioni provenienti dal diritto dell’Unione europea – in particolare dalla Direttiva (UE) 2022/2041 sul salario minimo adeguato – emerge come la capacità ordinante dei criteri interni dell’autonomia collettiva si fondi su un duplice equilibrio: da un lato, quello tra l’autonomia negoziale delle parti sociali e l’intervento di sostegno del legislatore, chiamato a predisporre strumenti di certificazione e tracciabilità idonei a garantire trasparenza e misurabilità della rappresentatività; dall’altro, quello tra la dimensione nazionale della contrattazione collettiva e le istanze di prossimità territoriale e aziendale, che esprimono l’adattabilità del sistema alle specificità produttive. In tale prospettiva, il modello che si delinea è quello di una “gerarchia condizionata”, nella quale i rapporti tra i diversi livelli dell’autonomia collettiva non sono più regolati da presunzioni formali di prevalenza, ma da criteri sostanziali di effettività, legittimazione e compatibilità intersindacale.| File | Dimensione | Formato | |
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