In alcuni comparti delle scienze della mente (psicologia, neuroscienze..), sembra ormai condiviso che le nostre decisioni scaturiscano dall’interazione continua tra processi razionali e processi emotivi. Questo contributo è un estratto preliminare di una ricerca volta ad approfondire alcuni aspetti della componente emotiva che interviene nell’assunzione del rischio in finanza. Si vuole comprendere, in particolare, se ed in quale misura la razionalità, che riteniamo guidi le nostre scelte finanziarie, subisca delle interferenze indotte dall’emotività. Una collaborazione interdisciplinare tra studiosi di neuroscienze e di discipline finanziarie è alla base di una serie di esperimenti svolti su un campione vasto e stratificato di individui, con competenze differenti (clienti e dipendenti di banche, promotori finanziari, trader ed asset manager). Si pone a confronto la validità di misurazioni di tolleranza al rischio “classiche” (questionari) e di tecniche meno consuete per il mondo della finanza (test psico-fisiologici).

La tolleranza al rischio nelle decisioni finanziarie: misurazioni biased ed unbiased

LUCARELLI, Caterina;
2009-01-01

Abstract

In alcuni comparti delle scienze della mente (psicologia, neuroscienze..), sembra ormai condiviso che le nostre decisioni scaturiscano dall’interazione continua tra processi razionali e processi emotivi. Questo contributo è un estratto preliminare di una ricerca volta ad approfondire alcuni aspetti della componente emotiva che interviene nell’assunzione del rischio in finanza. Si vuole comprendere, in particolare, se ed in quale misura la razionalità, che riteniamo guidi le nostre scelte finanziarie, subisca delle interferenze indotte dall’emotività. Una collaborazione interdisciplinare tra studiosi di neuroscienze e di discipline finanziarie è alla base di una serie di esperimenti svolti su un campione vasto e stratificato di individui, con competenze differenti (clienti e dipendenti di banche, promotori finanziari, trader ed asset manager). Si pone a confronto la validità di misurazioni di tolleranza al rischio “classiche” (questionari) e di tecniche meno consuete per il mondo della finanza (test psico-fisiologici).
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