La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha svolto e sta tuttora svolgendo un ruolo significativo ai fini del riconoscimento in Italia del rapporto parentale tra i genitori di intenzione ed il bambino nato all'esito della pratica della surrogazione di maternità. Un numero significativo di coppie italiane si reca nei Paesi in cui tale tecnica procreativa è consentita e richiede successivamente il riconoscimento in Italia del provvedimento o della sentenza straniera che accerta il rapporto di filiazione. Mentre in passato tale riconoscimento veniva sistematicamente sbarrato dal limite dell'ordine pubblico, nuove prospettive si dischiudono oggi in virtù della valorizzazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare ex art. 8 CEDU. La ricerca della soluzione che cerchi di soddisfare gli interessi del bambino sta determinando un arretramento delle pretese protezionistiche insite nel limite dell'ordine pubblico. Dietro la spinta della giurisprudenza di Strasburgo le corti italiane stanno progressivamente sottoponendo lo strumento dell'adozione in casi particolari ad una rilettura convenzionalmente orientata per renderlo compatibile ai parametri stabiliti dalla Corte edu.

La conservazione dello status filiationis da maternità surrogata alla luce della giurisprudenza contenziosa e consultiva della Corte europea dei diritti dell'uomo

Roberto Ruoppo
2022-01-01

Abstract

La giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha svolto e sta tuttora svolgendo un ruolo significativo ai fini del riconoscimento in Italia del rapporto parentale tra i genitori di intenzione ed il bambino nato all'esito della pratica della surrogazione di maternità. Un numero significativo di coppie italiane si reca nei Paesi in cui tale tecnica procreativa è consentita e richiede successivamente il riconoscimento in Italia del provvedimento o della sentenza straniera che accerta il rapporto di filiazione. Mentre in passato tale riconoscimento veniva sistematicamente sbarrato dal limite dell'ordine pubblico, nuove prospettive si dischiudono oggi in virtù della valorizzazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare ex art. 8 CEDU. La ricerca della soluzione che cerchi di soddisfare gli interessi del bambino sta determinando un arretramento delle pretese protezionistiche insite nel limite dell'ordine pubblico. Dietro la spinta della giurisprudenza di Strasburgo le corti italiane stanno progressivamente sottoponendo lo strumento dell'adozione in casi particolari ad una rilettura convenzionalmente orientata per renderlo compatibile ai parametri stabiliti dalla Corte edu.
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