Spezzare il Piano per aggredire la complessità della città e riconsegnarla ai cittadini. Aprire un varco al monolitismo del Piano e alla sua gestione clientelare e speculativa. Dall'approccio radicale a quello riformista per allontanare i comitati d'affari. Il tempo, nuovo protagonista, penetra nella logica della formazione della città con tutta la sua carica destabilizzante e apre scenari inediti, nuove utopie, ma anche nuove emarginazioni. Una rilettura della città e una diversa forma del Piano come premessa per una città della solidarietà, per un ambiente dove sia sostenibile la presenza dell'uomo.

Un piano da spezzare. La nuova “forma” del piano urbanistico

BRONZINI, FABIO;BEDINI, MARIA ANGELA
1994

Abstract

Spezzare il Piano per aggredire la complessità della città e riconsegnarla ai cittadini. Aprire un varco al monolitismo del Piano e alla sua gestione clientelare e speculativa. Dall'approccio radicale a quello riformista per allontanare i comitati d'affari. Il tempo, nuovo protagonista, penetra nella logica della formazione della città con tutta la sua carica destabilizzante e apre scenari inediti, nuove utopie, ma anche nuove emarginazioni. Una rilettura della città e una diversa forma del Piano come premessa per una città della solidarietà, per un ambiente dove sia sostenibile la presenza dell'uomo.
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