La tesi di Laurea “Green Carpet” affronta il tema della rigenerazione della Buffer Zone di Villa Adriana a Tivoli, focalizzandosi sulla transizione di un'area industriale sovradimensionata e inattiva verso un nuovo modello di territorio rurale-urbano. Attraverso una progettazione trans-scalare e un approccio partecipativo a lungo termine, la tesi propone la deindustrializzazione e la contemporanea rinaturalizzazione del sito, trasformandolo in un connettore strategico tra la città e la Villa UNESCO. Il fulcro della proposta è un parco agricolo-produttivo che reinterpreta gli storici Horti Hadriani attraverso un sistema una rete capillare di clusters: padiglioni ad uso collettivo (cultura, ricerca, artigianato, infanzia e cibo) caratterizzati da spazi flessibili e aperti. La ricerca parte da una mappatura dell'area al fine di salvaguardare le identità produttive radicate (le industrie del travertino) e riconvertendo i manufatti storici. La ricomposizione spaziale, guidata dalle geometrie e dagli assi ordinatori di Villa Adriana, scavalca le barriere infrastrutturali esistenti ripristinando la continuità con il fiume Aniene. Il Green Carpet si offre quindi come un sistema di relazioni complesse tra conservazione e innovazione, dove il progetto di architettura diventa lo strumento per generare una nuova identità paesaggistica e una prospettiva economico-sociale condivisa e inclusiva.
GREEN CARPET: UNA RETE DI CLUSTERS PER LA TRASFORMAZIONE DELLA BUFFER ZONE DI VILLA ADRIANA / Di Leo, B.. - STAMPA. - 268:(2026), pp. 124-127.
GREEN CARPET: UNA RETE DI CLUSTERS PER LA TRASFORMAZIONE DELLA BUFFER ZONE DI VILLA ADRIANA
Di Leo, Benedetta
2026-01-01
Abstract
La tesi di Laurea “Green Carpet” affronta il tema della rigenerazione della Buffer Zone di Villa Adriana a Tivoli, focalizzandosi sulla transizione di un'area industriale sovradimensionata e inattiva verso un nuovo modello di territorio rurale-urbano. Attraverso una progettazione trans-scalare e un approccio partecipativo a lungo termine, la tesi propone la deindustrializzazione e la contemporanea rinaturalizzazione del sito, trasformandolo in un connettore strategico tra la città e la Villa UNESCO. Il fulcro della proposta è un parco agricolo-produttivo che reinterpreta gli storici Horti Hadriani attraverso un sistema una rete capillare di clusters: padiglioni ad uso collettivo (cultura, ricerca, artigianato, infanzia e cibo) caratterizzati da spazi flessibili e aperti. La ricerca parte da una mappatura dell'area al fine di salvaguardare le identità produttive radicate (le industrie del travertino) e riconvertendo i manufatti storici. La ricomposizione spaziale, guidata dalle geometrie e dagli assi ordinatori di Villa Adriana, scavalca le barriere infrastrutturali esistenti ripristinando la continuità con il fiume Aniene. Il Green Carpet si offre quindi come un sistema di relazioni complesse tra conservazione e innovazione, dove il progetto di architettura diventa lo strumento per generare una nuova identità paesaggistica e una prospettiva economico-sociale condivisa e inclusiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


