Aino Marsio (1894-1949) scopre l’Italia nel 1921 seguendo la tradizione del viaggio di studio del suo paese, la Finlandia. Gli itinerari dei primi due decenni del Novecento raggiungono nuove mete e definiscono l’Italia minore, quella del paesaggio e dei piccoli centri. Attraverso la fotografia e il disegno, Aino tratteggia la sua Italia e, tre anni dopo, ripete l’esperienza con il suo giovane sposo, Alvar Aalto. E’ ben noto l’impatto di questo viaggio nella carriera di Aalto, meno noto è il contributo di Aino nella costruzione di una cultura del progetto fondata sull’umanesimo fiorentino, sulle impressioni dello spazio urbano, della piazza italiana, che assicurano una cifra inedita ai progetti della giovane coppia di architetti. L’Italia è allo stesso tempo relazione con i giovani colleghi, occasione di partecipazione alle mostre della Triennale e alla rete dei CIAM. Gli anni della seconda guerra mondiale non interrompono i legami ma preparano ad una nuova stagione molto più intensa. Le riviste italiane seguono con grande interesse le opere degli Aalto, dai progetti urbani al design che vede in Artek, con la guida di Aino, un veicolo di diffusione e commercializzazione degli oggetti di arredo. Nell’immediato dopoguerra il ritorno in Italia a giugno 1946 su invito dei BBPR, con cui si era stabilita una solida relazione testimoniata dalle pubblicazioni sulla rivista ‘Domus’, è raccontato dalle fotografie di Aino da Milano a Bergamo, che sarà poi scelta come sede del congresso CIAM del 1949. Nello stesso anno si costruisce una mostra retrospettiva sui 25 anni dello studio, promossa da Sigfried Giedion, che si muove da Zurigo a Parigi e fa tappa anche a Milano. Il ruolo centrale di Aino viene sottolineato in occasione della sua scomparsa prematura a gennaio 1949 e trova spazio nelle principali riviste di architettura italiane. Il presente contributo intende rileggere questo percorso attraverso i carteggi e una selezione di disegni e fotografie di Aino Marsio-Aalto e sottolineare la continuità dell’esperienza italiana di Aalto con Elsa Mäkiniemi (1922-1994), che porterà anche alle ben note opere alla Biennale di Venezia e a Riola di Vergato. Aino Marsio (1894-1949) discovers Italy in 1921 on the foootsteps of the Finnish tradition of the architects’ travels. At the beginning of 20th century the travel routes designed new itineraries in the so called Italia minore, made of inspiring landscapes and small towns. Aino portraits Italy through sketches and photographs, and suggests it for her honeymoon with Alvar Aalto, three years later. The contribution of Aino in the successful career of Alvar deserves a better focus, as Italy meant Florentine Humanism, the discover of the urban space, and the piazza. Italy provided also direct contacts and friendship with young colleagues consolidated in the CIAM network and offered chances to exhibit in Milan Triennale. The war years were just a pause, not a fracture in a growing wish of mutual exchanges between the two countries. In fact, Aino and Alvar were soon active to travel again to Italy in June 1946, invited by BBPR, with whom a strong relationship had been established, as proved by the publications in ‘Domus’. Aino’s photographs are a guide to their itinerary in Milan and Bergamo, which was later chosen for the site of the 1949 CIAM congress. In the same year, a retrospective exhibition was organized by Sigfried Giedion of 25 years of their practice, who moved from Zurich to Paris and Milan. Aino’s central role in the studio had been underlined in several magazines on the occasion of her premature death in January 1949. The present proposal aims to follow this journey to Italy through the letters, sketches and photographs by Aino Marsio-Aalto and highlight the continuity of Alvar Aalto’s Italian experience with Elsa Mäkiniemi (1922-1994), which will also lead to their successful works in Venice Biennale and Riola di Vergato.

Aino Marsio-Aalto. Viaggio in Italia / Alici, Antonello. - STAMPA. - (2025), pp. 175-182.

Aino Marsio-Aalto. Viaggio in Italia

Antonello Alici
Writing – Review & Editing
2025-01-01

Abstract

Aino Marsio (1894-1949) scopre l’Italia nel 1921 seguendo la tradizione del viaggio di studio del suo paese, la Finlandia. Gli itinerari dei primi due decenni del Novecento raggiungono nuove mete e definiscono l’Italia minore, quella del paesaggio e dei piccoli centri. Attraverso la fotografia e il disegno, Aino tratteggia la sua Italia e, tre anni dopo, ripete l’esperienza con il suo giovane sposo, Alvar Aalto. E’ ben noto l’impatto di questo viaggio nella carriera di Aalto, meno noto è il contributo di Aino nella costruzione di una cultura del progetto fondata sull’umanesimo fiorentino, sulle impressioni dello spazio urbano, della piazza italiana, che assicurano una cifra inedita ai progetti della giovane coppia di architetti. L’Italia è allo stesso tempo relazione con i giovani colleghi, occasione di partecipazione alle mostre della Triennale e alla rete dei CIAM. Gli anni della seconda guerra mondiale non interrompono i legami ma preparano ad una nuova stagione molto più intensa. Le riviste italiane seguono con grande interesse le opere degli Aalto, dai progetti urbani al design che vede in Artek, con la guida di Aino, un veicolo di diffusione e commercializzazione degli oggetti di arredo. Nell’immediato dopoguerra il ritorno in Italia a giugno 1946 su invito dei BBPR, con cui si era stabilita una solida relazione testimoniata dalle pubblicazioni sulla rivista ‘Domus’, è raccontato dalle fotografie di Aino da Milano a Bergamo, che sarà poi scelta come sede del congresso CIAM del 1949. Nello stesso anno si costruisce una mostra retrospettiva sui 25 anni dello studio, promossa da Sigfried Giedion, che si muove da Zurigo a Parigi e fa tappa anche a Milano. Il ruolo centrale di Aino viene sottolineato in occasione della sua scomparsa prematura a gennaio 1949 e trova spazio nelle principali riviste di architettura italiane. Il presente contributo intende rileggere questo percorso attraverso i carteggi e una selezione di disegni e fotografie di Aino Marsio-Aalto e sottolineare la continuità dell’esperienza italiana di Aalto con Elsa Mäkiniemi (1922-1994), che porterà anche alle ben note opere alla Biennale di Venezia e a Riola di Vergato. Aino Marsio (1894-1949) discovers Italy in 1921 on the foootsteps of the Finnish tradition of the architects’ travels. At the beginning of 20th century the travel routes designed new itineraries in the so called Italia minore, made of inspiring landscapes and small towns. Aino portraits Italy through sketches and photographs, and suggests it for her honeymoon with Alvar Aalto, three years later. The contribution of Aino in the successful career of Alvar deserves a better focus, as Italy meant Florentine Humanism, the discover of the urban space, and the piazza. Italy provided also direct contacts and friendship with young colleagues consolidated in the CIAM network and offered chances to exhibit in Milan Triennale. The war years were just a pause, not a fracture in a growing wish of mutual exchanges between the two countries. In fact, Aino and Alvar were soon active to travel again to Italy in June 1946, invited by BBPR, with whom a strong relationship had been established, as proved by the publications in ‘Domus’. Aino’s photographs are a guide to their itinerary in Milan and Bergamo, which was later chosen for the site of the 1949 CIAM congress. In the same year, a retrospective exhibition was organized by Sigfried Giedion of 25 years of their practice, who moved from Zurich to Paris and Milan. Aino’s central role in the studio had been underlined in several magazines on the occasion of her premature death in January 1949. The present proposal aims to follow this journey to Italy through the letters, sketches and photographs by Aino Marsio-Aalto and highlight the continuity of Alvar Aalto’s Italian experience with Elsa Mäkiniemi (1922-1994), which will also lead to their successful works in Venice Biennale and Riola di Vergato.
2025
Donne e progetto. Figure dell'architettura e del design nell'Italia contemporanea
9788822923387
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11566/351619
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