Il presente contributo affronta l’imperativo della conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale attraverso l’adozione di tecnologie digitali innovative. Il settore AEC dedicato al Patrimonio culturale ha visto una trasformazione radicale dalla gestione tradizionale dei dati con database relazionali in ambito GIS e BIM, ampliando le capacità di gestione e l’interoperabilità dei dati. Il lavoro si concentra sull’integrazione tra rilievo, sistemi informativi e nuove tecnologie, che in ambito geomatico, sono dedicate alla raccolta, elaborazione, gestione e restituzione di dati spaziali per la comprensione dell’ambiente costruito. Viene evidenziata la sfida di associare e interrogare efficientemente le informazioni connesse a modelli 3D, oltre alla loro rappresentazione geometrica. Viene proposta l’adozione di strutture ontologiche per rappresentare semanticamente la conoscenza, facilitando l’interoperabilità e la fruizione dei contenuti anche da parte di utenti non esperti. L’integrazione di dati BIM e GIS con un modello ontologico definisce una strategia di gestione informativa basata sulla conoscenza, essenziale per la documentazione, tutela e valorizzazione del Patrimonio culturale. La metodologia, testata sul borgo storico di San Ginesio (Macerata), colpito dal sisma del 2016, si fonda su un approccio integrato e multilivello che trasforma i dati grezzi in conoscenza. Questo include l’acquisizione di dati geometrici e non geometrici, la loro interpretazione e la successiva loro strutturazione in un database relazionale, arricchito da un’ontologia basata sul CIDOC-CRM. L’ontologia definisce domini semantici (artefatto, indagine, ciclo di vita, attori) e permette il dialogo tra ambienti (H) BIM e GIS 3D (CityGML). La modellazione HBIM delle mura urbiche di San Ginesio ha integrato il rilievo geomatico e la ricerca storica, associando ad un database relazionale dei modelli 3D. Per superare i limiti di connessione diretta tra Autodesk Revit e la struttura ontologica, è stata adottata una strategia basata su famiglie ad hoc e plug-in (Revit DB Link, Dynamo) per la gestione del degrado e la parametrizzazione. Questo ha permesso la consultazione dei dati tramite il modello 3D, abachi o esportazione esterna, facilitando la collaborazione anche per utenti non esperti di BIM. Infine, l’implementazione di un sistema GIS 3D a scala urbana, basato su CityGML, ha permesso la modellazione, l’organizzazione e l’analisi dell’intero centro storico, dando un importante supporto alla conservazione, valorizzazione e pianificazione sostenibile del borgo attraverso un sistema informativo interoperabile e scalabile.

Sistemi informativi geospaziali per la gestione del Patrimonio Culturale: il caso studio delle mura urbiche di San Ginesio / Malinverni, Eva Savina; Di Stefano, Francesco. - (2025), pp. 153-175.

Sistemi informativi geospaziali per la gestione del Patrimonio Culturale: il caso studio delle mura urbiche di San Ginesio

Malinverni, Eva Savina;Di Stefano, Francesco
2025-01-01

Abstract

Il presente contributo affronta l’imperativo della conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale attraverso l’adozione di tecnologie digitali innovative. Il settore AEC dedicato al Patrimonio culturale ha visto una trasformazione radicale dalla gestione tradizionale dei dati con database relazionali in ambito GIS e BIM, ampliando le capacità di gestione e l’interoperabilità dei dati. Il lavoro si concentra sull’integrazione tra rilievo, sistemi informativi e nuove tecnologie, che in ambito geomatico, sono dedicate alla raccolta, elaborazione, gestione e restituzione di dati spaziali per la comprensione dell’ambiente costruito. Viene evidenziata la sfida di associare e interrogare efficientemente le informazioni connesse a modelli 3D, oltre alla loro rappresentazione geometrica. Viene proposta l’adozione di strutture ontologiche per rappresentare semanticamente la conoscenza, facilitando l’interoperabilità e la fruizione dei contenuti anche da parte di utenti non esperti. L’integrazione di dati BIM e GIS con un modello ontologico definisce una strategia di gestione informativa basata sulla conoscenza, essenziale per la documentazione, tutela e valorizzazione del Patrimonio culturale. La metodologia, testata sul borgo storico di San Ginesio (Macerata), colpito dal sisma del 2016, si fonda su un approccio integrato e multilivello che trasforma i dati grezzi in conoscenza. Questo include l’acquisizione di dati geometrici e non geometrici, la loro interpretazione e la successiva loro strutturazione in un database relazionale, arricchito da un’ontologia basata sul CIDOC-CRM. L’ontologia definisce domini semantici (artefatto, indagine, ciclo di vita, attori) e permette il dialogo tra ambienti (H) BIM e GIS 3D (CityGML). La modellazione HBIM delle mura urbiche di San Ginesio ha integrato il rilievo geomatico e la ricerca storica, associando ad un database relazionale dei modelli 3D. Per superare i limiti di connessione diretta tra Autodesk Revit e la struttura ontologica, è stata adottata una strategia basata su famiglie ad hoc e plug-in (Revit DB Link, Dynamo) per la gestione del degrado e la parametrizzazione. Questo ha permesso la consultazione dei dati tramite il modello 3D, abachi o esportazione esterna, facilitando la collaborazione anche per utenti non esperti di BIM. Infine, l’implementazione di un sistema GIS 3D a scala urbana, basato su CityGML, ha permesso la modellazione, l’organizzazione e l’analisi dell’intero centro storico, dando un importante supporto alla conservazione, valorizzazione e pianificazione sostenibile del borgo attraverso un sistema informativo interoperabile e scalabile.
2025
Documentazione digitale e contributi multidisciplinari per la conservazione ed il restauro del patrimonio culturale verso uno sviluppo umano
978-88-6906-476-0
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11566/350015
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