1. Sorveglianza digitale, di massa o mirata, e lesione dei diritti della personalità; in particolare, il diritto alla riservatezza e la libertà di opinione e di espressione. Partenariati pubblico-privato e il sistema della “porta girevole”. Il Datagate e la sorveglianza nei tempi piú recenti. Riduzione della difesa degli intercettati. Il pericolo dell’acquisizione dei metadati. 2. – La compatibilità della sorveglianza di massa con la CEDU, previo il rispetto di garanzie minime. Il superamento del criterio del ragionevole sospetto individuale. Non necessità dell’autorizzazione preventiva o dell’informativa individuale. Carenza di bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. Legittimità delle pratiche di intelligence sharing. 3. – L’orientamento garantista delle prime pronunce della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Il divieto di sorveglianza di massa generalizzata, valevole anche per le legislazioni degli stati membri. Estensione degli standard europei al trasferimento extra-UE dei dati personali. Sorveglianza digitale e GDPR. Fine del garantismo. La distinzione tra sicurezza nazionale e pubblica sicurezza/lotta alla criminalità. Le garanzie procedurali. – 4. La conservazione indifferenziata degli indirizzi IP e dei dati relativi all’identità civile. La legittimità di un’analisi automatizzata dei metadati, a determinate condizioni. Il problema dell’utilizzazione dei dati sensibili e del riesame individuale. – 5. Convergenze della Corte EDU e della Corte di giustizia. Risposte procedurali, che alterano il punto di equilibrio tra sicurezza collettiva e diritti della personalità. 1.
Lesione dei diritti della personalità e nuove tecnologie / Perriello, Luca Ettore. - STAMPA. - (2024), pp. 128-150.
Lesione dei diritti della personalità e nuove tecnologie
Luca Ettore Perriello
2024-01-01
Abstract
1. Sorveglianza digitale, di massa o mirata, e lesione dei diritti della personalità; in particolare, il diritto alla riservatezza e la libertà di opinione e di espressione. Partenariati pubblico-privato e il sistema della “porta girevole”. Il Datagate e la sorveglianza nei tempi piú recenti. Riduzione della difesa degli intercettati. Il pericolo dell’acquisizione dei metadati. 2. – La compatibilità della sorveglianza di massa con la CEDU, previo il rispetto di garanzie minime. Il superamento del criterio del ragionevole sospetto individuale. Non necessità dell’autorizzazione preventiva o dell’informativa individuale. Carenza di bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. Legittimità delle pratiche di intelligence sharing. 3. – L’orientamento garantista delle prime pronunce della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Il divieto di sorveglianza di massa generalizzata, valevole anche per le legislazioni degli stati membri. Estensione degli standard europei al trasferimento extra-UE dei dati personali. Sorveglianza digitale e GDPR. Fine del garantismo. La distinzione tra sicurezza nazionale e pubblica sicurezza/lotta alla criminalità. Le garanzie procedurali. – 4. La conservazione indifferenziata degli indirizzi IP e dei dati relativi all’identità civile. La legittimità di un’analisi automatizzata dei metadati, a determinate condizioni. Il problema dell’utilizzazione dei dati sensibili e del riesame individuale. – 5. Convergenze della Corte EDU e della Corte di giustizia. Risposte procedurali, che alterano il punto di equilibrio tra sicurezza collettiva e diritti della personalità. 1.| File | Dimensione | Formato | |
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