La sequenza sismica che ha interessato l’Italia centrale a partire dal 24 Agosto 2016 ha provocato danni anche di grave entità a molti edifici di importanza storica e artistica. In particolare, per le peculiarità degli impianti strutturali incapaci di sviluppare un meccanismo resistente scatolare, le chiese sono state la tipologia di edifici storici maggiormente colpita. A seguito dell’emergenza sismica, squadre composte da tecnici esperti hanno eseguito sopralluoghi sulle chiese segnalate con il fine di valutare sia l’entità del danno che lo stato di sicurezza. Le squadre sono state coordinate dal Dipartimento di Protezione Civile (DPC) e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), tramite le strutture operanti all'interno della direzione di comando e controllo (Dicomac) e le sedi regionali del MiBACT. Nel presente lavoro, i dati registrati nelle schede A-DC compilate durante i sopralluoghi sono stati rielaborati per un campione di chiese della regione Marche. Operando sul campione si propone una metodologia di analisi che potrà in futuro applicarsi alla totalità dei dati. Partendo dalla suddivisione del campione in tipologie omogenee, sono stati analizzati i meccanismi di danno più ricorrenti. In aggiunta, gli indici di danno globali di ogni chiesa sono stati correlati con i massimi valori di Pseudo Accelerazione Spettrale a 0.30s registrati in sito in conseguenza delle maggiori scosse, nel tentativo di derivare una relazione tra intensità di scuotimento e danno atteso. Infine i danni rilevati nel campione sono stati confrontati con quelli forniti dai modelli empirici di vulnerabilità messi a punto sulla scorta dei dati registrati a seguito del terremoto Umbria-Marche 1997.

Prime analisi e considerazioni circa i danni rilevati al patrimonio culturale delle Marche a valle del terremoto del Centroitalia (2016)

CARBONARI, SANDRO;DEZI, LUIGINO;GARA, Fabrizio;
2017

Abstract

La sequenza sismica che ha interessato l’Italia centrale a partire dal 24 Agosto 2016 ha provocato danni anche di grave entità a molti edifici di importanza storica e artistica. In particolare, per le peculiarità degli impianti strutturali incapaci di sviluppare un meccanismo resistente scatolare, le chiese sono state la tipologia di edifici storici maggiormente colpita. A seguito dell’emergenza sismica, squadre composte da tecnici esperti hanno eseguito sopralluoghi sulle chiese segnalate con il fine di valutare sia l’entità del danno che lo stato di sicurezza. Le squadre sono state coordinate dal Dipartimento di Protezione Civile (DPC) e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), tramite le strutture operanti all'interno della direzione di comando e controllo (Dicomac) e le sedi regionali del MiBACT. Nel presente lavoro, i dati registrati nelle schede A-DC compilate durante i sopralluoghi sono stati rielaborati per un campione di chiese della regione Marche. Operando sul campione si propone una metodologia di analisi che potrà in futuro applicarsi alla totalità dei dati. Partendo dalla suddivisione del campione in tipologie omogenee, sono stati analizzati i meccanismi di danno più ricorrenti. In aggiunta, gli indici di danno globali di ogni chiesa sono stati correlati con i massimi valori di Pseudo Accelerazione Spettrale a 0.30s registrati in sito in conseguenza delle maggiori scosse, nel tentativo di derivare una relazione tra intensità di scuotimento e danno atteso. Infine i danni rilevati nel campione sono stati confrontati con quelli forniti dai modelli empirici di vulnerabilità messi a punto sulla scorta dei dati registrati a seguito del terremoto Umbria-Marche 1997.
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